Come cambia l'IRPEF per i lavoratori autonomi

La nuova Irpef 2022 per i lavoratori autonomi

La legge di bilancio 2022 con l’intenzione di ridurre la pressione fiscale ha rimodulato e rivisto gli scaglioni IRPEF, l’imposta principale sui guadagni ed escluso dall’IRAP professionisti e imprese individuali.

La Circolare n. 4 del 18 febbraio 2022 – (tassazione IRPEF ed esclusione dall’IRAP) – ne illustra le novità in vigore dal primo gennaio 2022.

Per quanto riguarda i lavoratori autonomi queste sono le modifiche di rilievo:

1. Modifica delle aliquote e degli scaglioni IRPEF

Aliquote fino al 2021 compreso

  • Redditi da 0 a 15.000 euro annui: aliquota Irpef al 23%
  • Redditi da 15.001 euro a 28.000 euro: aliquota Irpef al 27%
  • Redditi da 28.000 euro a 55.000 euro: aliquota Irpef del 38%
  • Redditi da 55.001 euro e 75.000 euro: aliquota Irpef del 41%
  • Redditi superiori a 75.000 euro: aliquota Irpef del 43%

Aliquote IRPEF dal 2022

  • Redditi da 0 a 15.000 euro: aliquota IRPEF al 23%
  • Redditi da 15.001 euro a 28.000 euro: aliquota IRPEF al 25%
  • Redditi da 28.0001 euro a 50.000 euro: aliquota IRPEF al 35%
  • Redditi oltre i 50.000 euro: aliquota IRPEF al 43%

2. Esclusione dall’Irap

A partire dal 2022 scatta anche l’abolizione dell’IRAP per professionisti e ditte individuali, incluse imprese familiari e aziende coniugali.

Sulla prossima dichiarazione dei redditi che presentiamo per il 2021 calcoleremo ancora l’IRAP dovuta a saldo, mentre non saranno più dovuti gli acconti per il 2022.

A dire il vero l’impatto dell’IRAP su professionisti e imprenditori individuali di micro dimensioni è spesso modesto o inesistente; tuttavia accolgo con favore la novità.

3. L’assegno unico universale – AUU

Il Decreto Legislativo 230/2021 riconosce per i figli a carico di età inferiore a 21 anni un assegno unico erogato dall’INPS in misura variabile in base all’ISEE del nucleo familiare.

Di conseguenza variano le detrazioni IRPEF per carichi di famiglia di cui all’art. 12 del TUIR che, dal 1° marzo 2022, si applicheranno esclusivamente per gli altri familiari a carico e per i figli di età pari o superiore a 21 anni.

Qui trovi un approfondimento.

Regime forfetario

Che cosa cambia per il regime forfetario?

L’unica variazione di rilievo riguarda chi ha figli a carico: in precedenza non si poteva usufruire né delle detrazioni fiscali (sconti dall’imposta) né tantomeno degli assegni familiari.

L’assegno unico universale che sostituisce entrambe, non fa distinzione tra i regimi fiscali, anche i forfetari possono farne richiesta e riceverlo da marzo 2022.

Per tutti gli altri presunti benefici consiglio sempre di fare un’analisi caso per caso, le variabili da considerare sono parecchie e due situazioni apparentemente simili possono portare a situazioni differenti.

Quando conviene il regime forfetario?

In linea di massima se inizi un’attività ex novo che non prevede costi deducibili e un fatturato piuttosto alto il regime forfetario può essere conveniente.

Al di fuori di questa casistica precisa e circoscritta l’analisi ad personam deve essere fatta preventivamente.

Ripeto – il regime forfetario può essere conveniente quasi a scatola chiusa in caso di:

  • Inizio attività (impresa o professionista – start up)
  • Assenza o quasi di costi deducibili
  • Fatturato piuttosto alto, vicino ai limite previsti dal regime – 65.000 euro

Copertina: Foto di Andrea Piacquadio da Pexels

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