Il Contributo a fondo perduto previsto dal Decreto Sostegni è rivolto a imprese e professionisti che hanno subito un calo del fatturato di almeno il 30 per cento nel 2020 rispetto all’anno precedente.

Per verificare se ne hai diritto e il relativo ammontare scarica questo file Excel gratuito.

Il minimo garantito è 1.000 euro e viene erogato direttamente sul conto o, in alternativa, lo usi per compensare altri tributi con il modello F24.

Il contributo a fondo perduto – non tassabile – previsto dal Decreto Sostegni è il risarcimento ad oggi previsto per il calo di fatturato di professionisti e imprese a causa dell’emergenza Covid.

Il contributo ha caratteristiche simili a quelli erogati lo scorso anno, con tre requisiti fondamentali:

  1. avere la partita IVA attiva al 23 marzo 2021, data di entrata in vigore del decreto Sostegni;
  2. aver avuto ricavi o compensi non superiori a 10 milioni di euro nell’anno 2019;
  3. aver avuto nell’anno 2020 un fatturato medio mensile inferiore almeno del 30 per cento rispetto al fatturato medio mensile dell’anno 2019.

Il contributo minimo è 1.000 euro, il massimo 150.000 euro.

Questo è tutto ciò che ha partorito il nostro Governo – con tre mesi di ritardo – quale risarcimento a professionisti e imprese per il calo di fatturato dovuto all’emergenza Covid.

Il contributo a fondo perduto ha caratteristiche simili a quelli erogati durante l’anno 2020, ma con una particolarità: si fa riferimento al calo medio mensile del fatturato.

Il contributo minimo è 1.000 euro, il massimo 150.000 euro.

A volte ci capita di presentare la Dichiarazione IVA fuori dai termini previsti, oppure rettificare un modello già inviato. Si può ricorrere al ravvedimento operoso per ridurre le sanzioni al minimo?

Cosa succede se emerge un credito che prima non esisteva? O un debito maggiore del precedente?

Vediamo il caso di presentazione o rettifica di una dichiarazione entro i novanta giorni dalla scadenza.