Già da luglio scorso esiste un rimborso parziale delle spese sugli incassi tramite pos per artigiani, commercianti e professionisti da utilizzare in compensazione sulle deleghe di pagamento F24.

E’ il cosiddetto “bonus POS” che viene generato ogni mese dalle commissioni sugli incassi elettronici del mese precedente.

Come funziona il credito d’imposta sui pagamenti elettronici?

Ogni mese gli operatori finanziari che mettono a disposizione gli strumenti per i pagamenti elettronici comunicano all’Agenzia delle Entrate l’ammontare degli incassi e delle relative commissioni.

Il 30% delle commissioni viene rimborsato sotto forma di credito d’imposta da utilizzare con modello F24 in compensazione con altri debiti.

Il codice tributo da utilizzare per la compensazione è il seguente:

  • 6916” – “Credito d’imposta commissioni pagamenti elettronici – articolo 22, decreto-legge 26 ottobre 2019, n. 124”.
Esempio di utilizzo in compensazione del credito d’imposta sulle commissioni POS di novembre (6916) con il versamento dell’acconto IVA (6035) in scadenza il 28 dicembre 2020

Tre condizioni per l’utilizzo del “bonus POS”

Le imprese e i professionisti che nell’anno 2019 hanno ricavi o compensi inferiori a 400.000 euro possono usufruire del credito.

Le commissioni sugli incassi POS che permettono di far maturare il credito d’imposta sono esclusivamente quelle addebitate per le transazioni effettuate con i consumatori finali.

Per usufruire del credito d’imposta sui pagamenti elettronici occorre compensarlo tramite modello F24 da inviare attraverso i servizi telematici messi a disposizione dall’Agenzia delle Entrate, ovvero Fisconline o Entratel.

Non è consentito l’utilizzo attraverso il proprio Homebanking – Remote banking.


Il credito d’imposta deve essere indicato nella dichiarazione dei redditi relativa all’anno in cui è maturato e viene riportato in quelle successive fino al proprio esaurimento.

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